Sono seduto sul bordo di una pagina

scritto da Gothiq il martedì, 10 aprile 2007,14:18

Sono seduto sul bordo di una pagina

lasciando che le mie lettere mi dimentichino.

Mentre sto cercando il punto di rottura di questa barriera,

che si allunga, si contorce, si flette, resiste e torna allo stato originario.

 

Fuori fuoco, fuori centro, fuori zona e fuori bersaglio.

 

Lascio che questa sigaretta si consumi senza aspirarla,

senza contribuire alla sua morte

ed anche alla mia.

 

Tutto è silenzio.

Tutto è pausa.

Se ogni cosa scorre,

perchè rimanere fermi.

 

Immobile nella mia coerenza.

Immobile nella mia fermezza.

Immobile nelle mie paure, che ancora vivono sotto il mio letto,

 

Vieni presto Oblio.

Vieni presto a coprire le mie vergogne.

Vieni presto a rapire i miei occhi e queste parole.

 

Affido a te, lettore, la mia anima.

seduto sul bordo esatto

scritto da Gothiq il martedì, 10 aprile 2007,14:18

Seduto sul bordo esatto

della pagina
con le gambe penzolanti.

Osservo il volo delle parole.

Vorrei trovare un paio d'ali.
Potrei cercare il tuo cuore.
Dovrei non perdere tempo.
Vorrei allungare gli angoli della vita.
Dovrei potare i ricordi.
potrei aspettare l'alba.

La luce in penombra.
Oscura guarigione 
del nulla in movimento.


Ho visto... 

Fossi arrivato solo per cantare l'amore

scritto da Gothiq il martedì, 10 aprile 2007,14:17

Fossi arrivato solo per cantare l'amore

avresti ragione a voler violare

la mia anima

con questi sassi aguzzi.

 

So che hai fissato la data dell'esecuzione

e che questo processo è una farsa

per mettere a tacere la tua coscienza.

 

Hai allestito il teatro ?

Hai già eretto il patibolo ?

 

Dai almeno tempo al boia

di indossare la sua maschera.

 

Non avere fretta.

Non c'è gloria ed eternità in un solo istante.

 

Fossi arrivato solo per cantare l'amore,

avresti ragione a volermi mettere alla gogna.

 

Esposto, non indifeso,

agli sberleffi degli sciocchi.

 

Non mi importa quanto siano trasparenti e sfarzosi i tuoi vestiti.

Non mi importa quanti prezzolati hai nel tuo branco.

 

Forse sono arrivato solo per cantare l'amore.

ma non mi costringerai a cantare la tua vigliaccheria.

 

Per questo hai torto a voler strappare la mia anima.

 

Guarda la natura morta della tua

e dimmi se le tue forche

fanno più ombra degli alberi.

Se i morti che collezioni

e sfoggi come belletti

ti fanno compagnia.

 

Lo scellerato patto che hai sottoscritto

un giorno dovrà essere onorato.

 

Il prezzo sarà l'amore... 

Se il primo segnale di vita

scritto da Gothiq il martedì, 10 aprile 2007,14:16

Se il primo segnale di vita

emanato

è stato il tuo nudo pianto,

di cosa ti lamenti ?

 

Ora che,

ancora una volta,

sei stato sconfitto

dalla gaia apparenza ?

 

Ora che,

ancora una volta,

la tua perdita

risuona di vuote risate,

comunque alla moda ?

 

Credevi davvero

che il tuo pianto

primigenio,

potesse scuotere

le fredde ed atarattiche

fondamenta dell'inevitabile ?

 

Testardo !!!

Testardamente hai voluto

percorrere le strade

meni battute,

meno appariscenti,

meno chiassose.

 

Cocciuto !!!

Cocciutamente hai marcato

la tua assenza

nelle fotografie.

 

Ottuso !!!

Ottusamente hai

chiuso i tuoi angoli,

rimpiccolito i tuoi spazi,

richiamato i tuoi esploratori.

 

Di fronte al deserto

hai voluto profetizzare.

 

Parlando una lingua assente

e di un paradiso fuori gittata.

 

Riprendi così a rimbalzare

vettorialmente

sulla superficie dei sentimenti.

 

Adesso che nessuno ti riconosce più.

 

Adesso gridi più forte.

Adesso balli più svelto.

Adesso scrivi più profondo.

 

Ferisci il foglio,

recidi i suoi nervi,

anestetizzi i suoi recettori,

succhi il suo sangue.

 

Nudo.

Nudo ora.

Piangi.

categoria:poesia, scrivere, amore, riflessioni, vita, scrittura
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1000

scritto da Gothiq il lunedì, 26 marzo 2007,21:29

Ci vogliono 1000 anni di preghiere per passare un fiume sulla barca di un altro.

(Proverbio cinese)

categoria:proverbio, proverbio cinese
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Sono seduto sul bordo di una pagina

scritto da Gothiq il lunedì, 26 marzo 2007,21:27

Sono seduto sul bordo di una pagina,

lasciando che le mie lettere mi dimentichino.

Mentre sto cercando il punto di rottura di questa barriera,

che si allunga, si contorce, si flette, resiste e torna allo stato originario.

 

Fuori fuoco, fuori centro, fuori zona e fuori bersaglio.

 

Lascio che questa sigaretta si consumi senza aspirarla,

senza contribuire alla sua morte

ed anche alla mia.

 

Tutto è silenzio.

Tutto è pausa.

Se ogni cosa scorre,

perchè rimanere fermi.

 

Immobile nella mia coerenza.

Immobile nella mia fermezza.

Immobile nelle mie paure, che ancora vivono sotto il mio letto,

 

Vieni presto Oblio.

Vieni presto a coprire le mie vergogne.

Vieni presto a rapire i miei occhi e queste parole.

 

Affido a te, lettore, la mia anima.

 

 

In anteprima la bozza della prefazione al mio secondo libro di poesie

scritto da Gothiq il martedì, 16 gennaio 2007,13:56

Enjoy the silence…

La chiave di tutto era di fronte a me, talmente in vista da essere quasi impenetrabilmente nascosta. La chiave di tutto era una canzone.

E che canzone, aggiungerei !!!

Enjoy the Silence è una di quelle canzoni che segnano una epoca.

E’ uno spartiacque di quello che viene definito spirito del tempo.

Era il 1990 quando i Depeche Mode lanciarono questa canzone.

In una epoca che stava vivendo la “fine della storia”, una canzone come questa è quanto di più rivoluzionario ci possa essere.

In una epoca segnata dal fragore dei muri, veri e virtuali, che venivano giù a colpi di libertà, c’era ancora qualcuno che omaggiava il silenzio.

In questo consiste la grandezza.

Comunque era fatta.

Enjoy the Silence sarebbe stata quello che, per Archimede, era stato un punto di appoggio: il punto di partenza per sollevare il mondo.

La chiave di tutto, la chiave per presentare questo mio libro: l’imitazione del silenzio.

Per me il silenzio non è assenza di suono.

Io preferisco pensare che il silenzio sia il risultato di tutti i suoni.

Un unico suono talmente armonico da divenire non suono, ma non assenza.

Questo libro segue, con una distanza temporale di 6 anni, il mio libro di esordio “l’Alfabeto delle nuvole”.

Sicuramente qualche punto di contatto ci sarà, ma credo che queste mie parole segnino una ulteriore tappa evolutiva del mio cammino letterario.

Nel primo libro, come un bambino imparavo a parlare.

In questo subentra la maturazione, e si impara a tacere.

Ma tacere non è stare zitti.

È solamente parlare con altri suoni, altre parole, altri termini, altri lemmi.

Ecco cos’è “l’imitazione del silenzio”.

Il rendere palese un nuovo tipo di vocabolario.

Un vocabolario che amplia quello vecchio e che, inevitabilmente, sostituisce qualche vocabolo vecchio o inadeguato con un altro più pregnante.

È anche un ampliamento della visione e della prospettiva.

Pur rimanendo la dimensione intimistica molto presente nella mia poetica, non mi sono negato incursioni nella storia e nelle storie.

Ma se proprio devo trovare un filo rosso che faccia da conduttore, credo che questo vada trovato nella ricerca di trovare le radici profonde del mio scrivere.

Un’altra novità di questa mia opera sono le quattro citazioni che aprono questo volume.

Ho sempre voluto farlo, pur consapevole che offrire delle citazioni significa quasi voler anteporre ed imporre le mie cifre interpretative al lettore.

Comunque l’ho fatto e più le leggo, più mi accorgo che sembrano fatte apposta per queste mie poesie.

Ho cominciato a scrivere questa prefazione e stavo dimenticando la cosa più importante: le poesie.

So benissimo che avete preso questo volume per loro ed è giusto che loro abbiano il centro della scena.

Senza questa prefazione, loro vivrebbero comunque.

Mai il contrario.

Grazie per l’attenzione.

Non dimenticherò

scritto da Gothiq il martedì, 16 gennaio 2007,13:48

Non dimenticherò.

Basterebbe questo per dirti addio.

 

Sull’orlo del cambiamento.

buon natale

scritto da Gothiq il lunedì, 25 dicembre 2006,20:42

volevo augurarvi un buon natale ed un felicissimo anno nuovo.

Sono alle prese con l'uscita del mio nuovo libro ed ho, purtroppo, poco tempo da dedicare a questo blog

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Non torna indietro il tempo

scritto da Gothiq il giovedì, 05 ottobre 2006,16:52

Non torna indietro il tempo.
Non servono a niente le recriminazioni.
Sono inutili i rimpianti.
Non danno frutti i rimorsi.

Rimane la luna
appiccata
in mezzo a questa pioggia.

Anche la terra ha cambiato odore.
Un odore doloroso.

Un dolore odoroso
che allontana ancora di più
la tua manacanza.

Mi manchi.
Questo è celato in ogni parola
che scrivo,
in ogni respiro
che compio,
in ogni passo che faccio.

Non verrò a cercarti.
Non lo farò.
Dormi pure tranquilla,
con chi vuoi tu.

Neanche cercherò di colmare la tua assenza.
o di riempire il vuoto di te.

Non torna...
Non torna indietro il tempo.

Non troverò un'altra te,
un tuo clone,
o qualcuno che ti somigli.

Niente può dal niente.

Non ritorna...

Non sarò mai troppo forte per scordare.
Non sarò mai troppo debole per ricordare.